articoli

IL PIANO DI DISIMPEGNO AGGIORNATO DALLA STRISCIA DI GAZA E DA ALCUNI INSEDIAMENTI IN SAMARIA
(sintesi dal testo originale, traduzione dell'Ambasciata d'Israele in Italia)

La Risoluzione del Governo Israeliano sul Piano di Disimpegno Aggiornato (6 Giugno, 2004)

Piano di Disimpegno Aggiornato –Punti chiave

1. Implicazioni Politiche e di Sicurezza
Lo Stato di Israele non ha mai abbandonato il desiderio e gli sforzi di continuare il processo di pace, per poter raggiungere un accordo finale tramite negoziati e dialogo, sulla base della visione del Presidente Bush.
Israele ritiene di dovere agire per migliorare la situazione attuale poiché, allo stato attuale, non esiste tra i palestinesi una controparte reale e affidabile, con la quale progredire in un processo di pace bilaterale. Israele ha quindi sviluppato un Piano di Disimpegno Aggiornato (da qui in avanti – il Piano), basato sulle seguenti considerazioni:
• Lo stato di stallo dettato dalla situazione attuale è particolarmente dannoso. Al fine di uscire da questo stallo, Israele deve mettere in pratica azioni che non dipendono dalla cooperazione Palestinese.
• L’obiettivo del piano è di garantire una maggiore sicurezza politica, economica e demografica.
• Le future disposizioni permanenti saranno caratterizzate dall’assenza di città o villaggi israeliani all’interno della Striscia di Gaza. D’altra parte, resta inteso che alcune aree della Cisgiordania continueranno a far parte dello Stato di Israele: fra queste, i maggiori centri abitati Israeliani, siano essi città, paesi o villaggi; le aree di sicurezza ed altri luoghi di interesse speciale in Israele.
• Lo Stato d’Israele supporta gli sforzi degli Stati Uniti, che operano al fianco della comunità internazionale, per promuovere il processo di riforma, la costruzione di istituzioni e il miglioramento dell’economia e della situazione sociale dei residenti palestinesi, in modo tale da fare emergere una nuova leadership palestinese capace di soddisfare gli obblighi dettati dalla Roadmap.
• Lo sgombero dalla Striscia di Gaza e da un’area della Samaria Settentrionale diminuirà le frizioni con la popolazione palestinese.
• Il completamento del Piano servirà a ridurre i motivi di critica riguardanti le responsabilità d’Israele per la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.
• Il processo previsto dal Piano non pregiudica gli altri accordi fra lo Stato d’Israele ei palestinesi. Tali accordi continueranno ad essere in vigore.
• Il supporto internazionale è essenziale affinché i palestinesi possano implementare i loro obblighi affinché le due parti tornino sulla strada della negoziazione.

2. Elementi Principali
A. Il processo:
In questo primo stadio sono in corso le operazioni preliminari per l’attuazione del Piano. E’ stato istituito un gruppo di lavoro per determinare i criteri, le definizioni e le valutazioni necessarie per preparare la legislazione richiesta.
Terminata la fase preparatoria, il Governo si riunirà per decidere sulla questione dell’evacuazione effettiva degli insediamenti, prendendo in esame uno per uno i quattro gruppi di insediamenti, che sono i seguenti:
1) Gruppo A – Morag, Netzarim, Kfar Darom
2) Gruppo B – I villaggi della Samaria Settentrionale (Ganim, Kadim, Sa-Nur e Homesh).
3) Gruppo C – le città e villaggi di Gush Katif
4) Gruppo D – I villaggi della Striscia di Gaza Settentrionale (Elei Sinai, Dugit e Nissanit).
Al termine della fase preliminare descritta, il Governo si riunirà periodicamente per decidere separatamente lo sgombero di ciascuno dei gruppi menzionati.

Come da Articolo 2 di cui sopra, il processo qui descritto è soggetto alle risoluzioni del Governo e sarà implementato in accordo con il contenuto delle altre risoluzioni.

La Striscia di Gaza
1) Israele evacuerà tutti i suoi insediamenti esistenti nella Striscia di Gaza. Tali insediamenti saranno trasferiti al di fuori della Striscia. Non saranno tuttavia sgomberati gli insediamenti militari dell’area di frontiera fra la Striscia di Gaza e l’Egitto -"la Philadelphi Route"- (vedi sotto)
2) Al termine di questo processo, cesserà la presenza permanente delle forze di sicurezza Israeliane nelle aree evacuate del territorio della Striscia di Gaza.

La Cisgiordania
3) Lo Stato di Israele evacuerà l’area della Samaria del Nord (Ganim, Kadim, Sa-Nur e Homesh), e tutti gli insediamenti militari dell’area, spostando tali insediamenti al di fuori dell’area sgomberata.
4) Al termine di questo processo, cesserà la presenza permanente delle forze di sicurezza Israeliane nell’area.
5) Lo spostamento porterà ad una contiguità territoriale per i Palestinesi della Samaria del Nord.
6) Lo Stato di Israele, insieme alla comunità internazionale, aiuterà a migliorare le infrastrutture di trasporto della Cisgiordania, per facilitare la contiguità del trasporto palestinese.
7) Il processo faciliterà la vita quotidiana dei palestinesi e le attività economiche e commerciali nella Cisgiordania.

Il processo di trasferimento dovrà essere completato entro il 2005.

B. La Barriera Anti Terrorismo
In accordo con le decisioni del Governo, lo Stato di Israele continuerà a costruire la barriera Anti Terrorismo. La Roadmap prenderà in considerazione le questioni umanitarie.

3. Situazione di Sicurezza dopo il Trasferimento

La Striscia di Gaza
1) Lo Stato d’Israele vigilerà e monitorerà il perimetro esterno della Striscia di Gaza, mantenendo l’autorità esclusiva dello spazio aereo di Gaza, e continuando a svolgere attività di sicurezza nei mari al largo di Gaza.
2) Come da accordi, la Striscia di Gaza sarà demilitarizzata e disarmata.
3) Lo Stato d’Israele detiene il diritto fondamentale di autodifesa, preventiva e reattiva, facendo uso della forza dove necessario, in base alle minacce emanate dalla Striscia di Gaza.

La Cisgiordania
1) Terminato lo sgombero dell’area della Samaria Settentrionale, l’area sarà libera dalla presenza militare israeliana.
2) Lo Stato d’Israele detiene il diritto fondamentale di autodifesa, preventiva e reattiva, facendo uso della forza dove necessario, in base alle minacce emanate dalla Cisgiordania.
3) Nelle altre aree della Cisgiordania, Israele continuerà a svolgere le attività di sicurezza. Tuttavia, se richiesto dalle circostanze, lo Stato d’Israele considererà di ridurre quest’attività nelle città Palestinesi.
4) Lo Stato d’Israele ridurrà il numero di checkpoint internazionali nella Cisgiordania.

4. Insediamenti e Infrastrutture militari nella Striscia di Gaza e nella Samaria Settentrionale

Gli insediamenti militari saranno smantellati e sgomberati, fatta eccezione di quelli che lo Stato di Israele deciderà di trasferire a terzi.

5. Assistenza di Sicurezza ai Palestinesi

Lo Stato d’Israele, in collaborazione con le forze di sicurezza palestinesi, fornirà la consulenza, assistenza e formazione necessarie per garantire l’implementazione degli obblighi di tali forze ai fini della lotta contro il terrorismo ed il mantenimento dell’ordine pubblico. Come da accordi, tale Assistenza sarà fornita da esperti Americani, Inglesi, Egiziani, Giordani ed altri.

6. L’Area di Confine fra la Striscia di Gaza e l’Egitto (Philadelphi Route)
Lo Stato di Israele manterrà la presenza militare alla frontiera fra la Striscia di Gaza e l’Egitto (Philadelphi Route). Tale presenza è un requisito essenziale per la sicurezza. In alcune zone, può essere previsto l’allargamento dell’area in cui viene condotta l’attività militare.
Successivamente, sarà considerato lo sgombero dell’area. L’evacuazione dell’area sarà dipendente, fra l’altro, dalla situazione di sicurezza e dalla consistenza della cooperazione con l’Egitto nello stabilire un accordo alternativo affidabile.
Se e quando le condizioni permetteranno lo sgombero di quest’area, Israele considererà la possibilità di sviluppare un porto marittimo ed un aeroporto nella Striscia di Gaza, in accordo con le disposizioni in vigore.

7. Beni Immobiliari e infrastrutture civili
In generale, gli elementi residenziali e strutture sensibili, sinagoghe incluse, non saranno mantenute, mentre saranno trasferiti gli altri servizi.
Le infrastrutture relative alle reti idriche, elettriche, fognarie e di telecomunicazione saranno mantenute.
In accordo con le disposizioni correnti, Israele continuerà a fornire ai palestinesi energia elettrica, acqua, gas e petrolio a pieno prezzo.

8. Attività delle Organizzazioni Internazionali Umanitarie
Lo Stato d’Israele riconosce l’importanza dell’attività continuativa delle organizzazioni umanitarie internazionali e di altre organizzazioni coinvolte nello sviluppo civile che assistono la popolazione palestinese.
Israele coordinerà le disposizioni con queste organizzazioni, in modo da facilitare le loro attività.
Israele propone che sia stabilito un apparato internazionale, con l’accordo con gli elementi internazionali, che opereranno per favorire lo sviluppo dell’economia palestinese.

9. Disposizioni economiche
In generale dovranno restare in vigore gli attuali accordi economici fra lo Stato di Israele e i palestinesi. Questi accordi comprendono fra gli altri:
• Lo scambio di merci fra la Striscia di Gaza, la Cisgiordania, lo Stato di Israele e l’estero.
• Il regime monetario
• Imposte e tasse doganali.
• Accordi postali e di telecomunicazioni.
• L’entrata di lavoratori in Israele.
Nel lungo termine, e al fine di incoraggiare l’indipendenza economica palestinese, lo Stato d’Israele intende ridurre il numero di lavoratori palestinesi che entrano in Israele, fino a farlo cessare completamente. Lo Stato d’Israele supporta lo sviluppo delle fonti di impiego all’interno della Striscia di Gaza e nelle aree Palestinesi della Cisgiordania,

10. Passaggi internazionali
a. Il Passaggio Internazionale fra la Striscia di Gaza e l’Egitto
1) Gli accordi esistenti dovranno essere mantenuti
2) Lo stato di Israele è interessato a spostare il passaggio all’area delle “tre frontiere”, a sud della sua presente posizione. Questo deve essere fatto in coordinazione con il Governo Egiziano. Questa mossa permetterebbe l’estensione dell’orario di operatività del passaggio.
b. I Passaggi Internazionali fra la Cisgiordania e il Giordano:
Gli accordi attuali dovranno essere mantenuti.

11. Il valico di Erez

Il valico di Erez sarà spostato a una posizione interna a Israele entro un periodo di tempo che verrà determinato separatamente dal Governo.

12. Periodo di Transizione
Al fine di garantire il veloce ritorno alla normalità per i soggetti sgomberati, nel periodo di transizione verranno applicate le seguenti disposizioni:
• Tutte le attività municipali e comunitarie relative alla vita quotidiana e ai servizi cui hanno diritto i cittadini continueranno, così come i servizi forniti prima della presente Risoluzione dal consiglio regionale.
• Progetti di sviluppo edilizio non ancora iniziati non saranno portati avanti, e sarà creata una commissione straordinaria che esaminerà ogni eventuale caso in base ai parametri che saranno stabiliti.
• Niente di quanto dichiarato in questa Risoluzione intende pregiudicare i contenuti della Risoluzione n. 150 del 2 Agosto 1996 e riguardante le altre aree.


Conclusione

L’obiettivo è che l’implementazione del piano possa portare ad un miglioramento della situazione ed interrompere l’attuale situazione di stallo. Se e quando ci dovesse essere, da parte palestinese, l’intento, la capacità e la messa in pratica di una lotta contro il terrorismo e la piena cessazione del terrorismo e della violenza nonché l’istituzione di una riforma come richiesto nella Road Map, sarà possibile tornare sulla strada della negoziazione e del dialogo.