chi siamo

Il Gruppo Martin Buber-Ebrei per la pace, costituitosi a Roma nel 1988, si è voluto riferire nel nome al filosofo ebreo d’origine viennese, emigrato in Palestina nel 1938 dove insegnò all’Università ebraica di Gerusalemme, per la sua attenzione al dialogo, all’incontro con “l’altro” come caratterizzante delle relazioni umane. Sul piano politico questo si tradusse nell’invocare con acuta preveggenza la necessità del dialogo e della conciliazione fra ebrei e arabi in Israele e Palestina. Il riconoscimento reciproco dei diritti del popolo israeliano e di quello palestinese alla propria esistenza nazionale e la ricerca di una soluzione negoziata del conflitto basata sul principio di “due popoli-due stati” sono quindi i principi alla base dell’attività del Gruppo. Soltanto la spartizione concordata fra i due popoli di quella terra contesa fra due diritti di pari dignità può impedire il perpetuarsi di una guerra senza fine fra israeliani e palestinesi. Le nostre posizioni sono illustrate più in dettaglio nella Dichiarazione degli Ebrei della Diaspora in sostegno alla pace fra Israele e Palestina e nella petizione “Due popoli – due stati”, riportate in questo sito.
Mossi da questi convincimenti noi promuoviamo nel mondo ebraico in Italia, così come altri gruppi a noi simili in altri paesi d’Europa e negli Stati Uniti, e nell’opinione pubblica più in generale, incontri fra israeliani e palestinesi, manifestazioni, iniziative culturali ed educative, al fine di diffondere le idee che ci animano e di sostenere coloro che in Israele e Palestina ricercano la coesistenza contro la stupidità distruttiva del fanatismo.
La seconda direttrice d’azione del nostro Gruppo è quella della battaglia contro il razzismo e l’antisemitismo. Dell’antisemitismo sono gli ebrei in prima persona a soffrire da generazioni, ma esso è una patologia che denota il malessere di una società, il pericolo che essa corre come luogo di convivenza democratica. Contro il pregiudizio razzista e antiebraico, che si nutre di ignoranza, di diffidenza, l’antidoto più efficace è la diffusione della conoscenza dell’altro. E’ quindi una priorità per noi agire nel campo dell’educazione, diffondere la cultura ebraica, nelle sue molteplici espressioni in Israele e nella Diaspora, nelle scuole, nella pubblicistica, nelle associazioni culturali.
Il terzo campo di attività del Gruppo è quello dell’incontro fra culture e diversità. In Italia, con un ritardo storico rispetto al resto dell’Europa e malgrado il persistere di forme acute di xenofobia, si va affermando una società multiculturale. Ma è ancora lontano il riconoscimento della laicità dello stato e della scuola pubblica. Noi ci battiamo perchè comunità religiose ed etniche diverse possano convivere in un confronto libero e di pari dignità in cui lo stato mantenga un neutrale rispetto delle diversità, che è garanzia di pluralismo e di tutela delle minoranze.