atto costitutivo del gruppo martin buber
(febbraio 1988)

Rapporto Diaspora –Israele

Il Gruppo Martin Buber - Ebrei per la Pace, ribadendo il legame indissolubile tra gli ebrei della Diaspora e lo stato di Israele e richiamandosi agli ideali che ne hanno ispirato la fondazione, riafferma il diritto-dovere dell’ebraismo diasporico  di esprimersi sulla situazione politica di Israele e sul conflitto arabo-israeliano. In questo contesto il motivo ispiratore del Gruppo è l’appoggio alle forze che in Israele lottano per una soluzione politica negoziata, basata sul riconoscimento reciproco dei diritti  del popolo ebraico-israeliano e di quello arabo-palestinese alla propria esistenza nazionale e sul principio di “territori in cambio di pace”: solo così può essere garantita la sopravvivenza di Israele come stato ebraico e democratico nel Medio Oriente.

Cultura e identificazione ebraica

Il Gruppo intende stimolare la ricerca  e il dibattito sulla cultura ebraica nelle sue molteplici espressioni in Israele e nella Diaspora, anche all’esterno delle istituzioni comunitarie esistenti, per valorizzare ogni aspetto dell’identificazione dell’ebreo nella condizione contemporanea.

Razzismo e antisemitismo

Il Gruppo  combatterà   le manifestazioni di razzismo in ogni loro forma e da qualunque parte provengano: tale impegno assume particolare urgenza alla luce dei segni evidenti di  un aggravarsi del fenomeno in Italia, così come nel resto del mondo occidentale. Il Gruppo esprime particolare preoccupazione per il rinnovarsi di manifestazioni di antisemitismo nel nostro paese, in una simbiosi di   pregiudizio ignorante e di deliberata distorsione della realtà che investe, oltre alle tradizionali componenti di destra e clericali, anche alcuni settori della sinistra. Contro queste manifestazioni il Gruppo intende indirizzare il proprio massimo impegno di lotta.

Rapporti con il mondo non ebraico

Il Gruppo favorirà  il dialogo con il mondo politico e culturale italiano non ebraico nelle sue diverse espressioni al fine di approfondire il confronto su tematiche e valori sia specifici dell’ebraismo sia propri della realtà che ci circonda. 

Roma, febbraio 1988