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DUE STATI, UNA NAZIONE
di

di
Zeev Schiff
(Haaretz 10.4.2005)


Gli eventi nella striscia di Gaza rischiano di precipitare in un conflitto violento fra due stati ebraici con obiettivi divergenti. Uno è lo Stato di Israele, l’altro è lo stato dei coloni. Malgrado i legami profondi fra i due, ciascuno si sente minacciato dall’altro. Lo scontro maggiore avverrà quando Israele si ritirerà da Gaza e dal Nord della Samaria. Ma sarebbe un errore pensare che finirà con quel ritiro. Se il governo di Israele intende mantenere fede ai suoi impegni con la Roadmap il conflitto fra i due si acuirà. Lo Stato di Israele ha instaurato lo stato dei coloni e, in ultima analisi, il golem si ribella contro il suo artefice.
Nel governo e nel parlamento il movimento dei coloni è diventato il più forte gruppo di pressione politica che Israele abbia mai conosciuto. Allo stato dei coloni sono state fornite le armi e il timore è oggi che quelle armi vengano usate contro l’esercito e la polizia.
Sul terreno i coloni hanno deciso quali delle leggi dello Stato di Israele debbano essere osservate nel loro stato e quali invece ignorate. Hanno rapinato terreni privati appartenenti ai loro vicini palestinesi e occupato altre aree definite “terre dello stato”. Hanno reciso olivi palestinesi e rubato i loro frutti. Nessuno di questi criminali è stato incriminato e quelli che sono stati processati per omicidio hanno ricevuto condanne miti.
Nello stesso tempo i coloni si sono infiltrati nei comparti più delicati dell’amministrazione israeliana. Si sono impossessati di informazioni importanti dell’amministrazione civile, hanno promosso costruzioni illegali e violato gli ordini di ministri, come provato nel rapporto del procuratore Talia Sasson riguardo agli insediamenti abusivi. Uno dei risultati è che la polizia ha paura di applicare la legge nello stato dei coloni mentre l’esercito ignora le attività illegali.
Per lungo tempo i coloni si sono comportati come se lo Stato di Israele fosse un governo straniero , come l’Inghilterra mandataria ai suoi tempi. Essi prendono tutto ciò che gli conviene dal governo, confiscano proprietà e terre e ignorano il resto.
Il timore di coloro che devono assicurare la protezione del Primo ministro Sharon dagli estremisti di destra è maggiore del timore di potenziali assassini palestinesi. Il ricorso a un piccolo veicolo aereo senza pilota per proteggere il Primo ministro quando si sposta attesta la gravità del pericolo. Lo stato dei coloni ha preso anche misure per proteggersi dalle attività dello Stato di Israele. Coloni esperti istruiscono la loro gente su come evitare le intercettazioni elettroniche dello Shin Bet e su come comportarsi se arrestati e interrogati. Questi estremisti, istigati dai loro rabbini, minacciano l’integrità dell’esercito facendo appello ai giovani religiosi perché rifiutino gli ordini o facciano atti di diserzione. Ci sono estremisti che minacciano di attentare ai luoghi sacri dell’Islam.
L’argomento che nella lotta contro il ritiro da Gaza i coloni stanno salvando la democrazia in Israele per mezzo di un referendum popolare è falso. Lo stato dei coloni ha un solo fine : perpetuare l’occupazione e dominare il popolo palestinese. In altre parole, per loro la guerra contro i palestinesi dovrà continuare e se i coloni dovessero riuscire a recare danno a qualche luogo sacro islamico allora sarà una guerra mondiale con il mondo islamico una rottura irreparabile con la comunità araba in Israele.

(trad. di Giorgio Gomel)